Prima di partire, ricordati di donare

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La donazione di plasma è spesso sottovalutata, in realtà è un elemento prezioso, con moltissimi campi di applicazione terapeutica. Adatto anche ai donatori con valori bassi di emoglobina, il plasma rappresenta una delle frontiere della medicina del futuro, con il valore aggiunto dell’etica e della solidarietà.

La donazione di plasma da plasmaferesi consiste nella separazione della parte liquida del sangue. Quest’ultimo viene poi restituito all’organismo durante la stessa donazione. Perciò, spesso, si ritiene che la plasmaferesi sia destinata alle donne, che in genere presentano valori di emoglobina più bassi rispetto agli uomini. In realtà, non solo la plasmaferesi è rivolta ad ambo i sessi ma, anzi, il plasma maschile di gruppo universale AB può essere ricevuto da un target più ampio di persone in quanto privo di anticorpi che possano causare eventuali reazioni allergiche nel ricevente. Questo è il motivo per cui molti donatori maschi vengono invitati a donare il proprio plasma in alternativa al sangue. Se il medico che vi visita prima della donazione vi propone la plasmaferesi sappiate che state facendo un gesto di estremo valore: entrambe le donazioni sono indispensabili.

Il plasma è il liquido attraverso cui piastrine, globuli rossi e globuli bianchi vengono trasportati in tutto il corpo. Separando dal sangue intero queste tre componenti si ottiene un liquido giallo costituito in prevalenza da acqua e da altre sostanze, tra cui le proteine. Queste ultime vengono isolate attraverso un processo chiamato “frazionamento” e prendono il nome di plasmaderivati:

  • Albumina: si tratta di una proteina indispensabile per le funzioni renali;
  • Immunoglobuline: sono anticorpi che il sistema immunitario produce per difendersi da agenti esterni come virus e batteri;
  • Antitrombina e fattori della coagulazione: essenziali per una corretta coagulazione del sangue.

Queste proteine sono impiegate per produzione di  farmaci salva-vita, indispensabili per la cura di patologie come l’emofiliae alcuni disturbi del sistema immunitario.

In Italia i donatori di plasma sono anonimi e non remunerati, come i donatori di sangue. Ma non ovunque è così. In Germania il plasma può essere venduto direttamente alle aziende farmaceutiche che producono i farmaci plasmaderivati. Uno dei farmaci che si ricava dal plasma umano (il fattore VIII per la coagulazione) può essere sostituito da un prodotto ricombinante, ovvero prodotto in laboratorio.

Prediligere la produzione di farmaci da plasma derivati di donatori non remunerati significa risparmio e sicurezza. Il plasma donato è infatti già disponibile per essere lavorato e diventare un farmaco salva-vita con un costo più contenuto per il Servizio sanitario nazionale. Inoltre la raccolta su base volontaristica offre maggiori garanzie di sicurezza per i riceventi: chi non riceve un compenso è probabilmente disincentivato a mentire sulla propria salute.

La produzione dei farmaci emoderivati  è coordinata, supervisionata e garantita dal Sistema sanitario nazionale attraverso il Centro Nazionale Sangue, e riconosce alle industrie specializzate (con contratti in conto-lavorazione) esclusivamente il costo della lavorazione. Il sistema regionale raccoglie il plasma e lo invia alle industrie che dopo la lavorazione lo restituiscono alle regioni sotto forma di prodotto finito: la titolarità della materia prima, quindi, rimane pubblica!

Considerato il consumo nazionale e quello estero, il Piano Nazionale Sangue e Plasma 2016- 2020 ha stimato un incremento del 43% del fabbisogno di plasma da soddisfare entro la fine del quadriennio: un motivo in più per venire a donare!

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